Una scioglievolezza di parlantina invidiabile, una sintassi squisitamente colta inaugurano allo spettatore questa piacevole tragicommedia all'inglese, dallo humor velato ma efficace, sempre divertente e mai sgarbatamente volgare.
Quasi sempre Tom Hanks è una sicurezza nei film, ed in questa puntata non si smentisce, i toni e lo stile narrativo sono perfettamente adeguati.
Inoltre la narrazione è leggera e spensierata, la fotografia piacevolmente datata, con sfumature barocche e colori sfumati che deliziano gli occhi proiettandoci immediatamente nell'atmosfera del film.
Un appunto doveroso per la sceneggiatura, davvero ben curata nei minimi dettagli;
Penso che avrebbe potuto meritare un Oscar, perchè in questo film si coglie la presenza tangibile di un personaggio invisibile ma strepitoso, i Dialoghi, brillanti e spassosi!
Siamo in una cittadina USA degli anni 50-60, una signora nera un pò matta ma divertente si reca quotidianamente dalla polizia per lamentarsi di stupidaggini da condominio. Tutto normale, se non fosse che già da queste piccolezze la pellicola riesce a far divertire sinceramente con le sue battute al fulmicotone, sottigliezze che solo uno spettatore attento potrà cogliere nella loro pienezza.
Arriva un giorno alla sua porta un signore dall'apparenza colta (Tom Hanks), un accademico dalla parlata agevole ed elevata, che chiede semplicemente di affittare la camera al primo piano come da cartello.
Un giorno a "Tom" vengono a fargli visita i "suoi ragazzi", con cui afferma di suonare musica sacra del 700, dal momento che la grossa signora è fortemente devota alla chiesa.
Inutile dire che è tutta finzione, in realtà il piano è suonare nella cantina della signora (per non disturbare l'inquilina) sotto copertura di uno stereo che "finge" di essere l'orchestra...I "musicisti" in cantina dovrebbero scavare un tunnel per raggiungere segretamente la stanza dove vengono depositati gli incassi della nave-casinò attraccata al molo, poco distante dalla casa della vecchina.
Infatti nello Stato in cui ci si trova, i casinò sono assolutamente vietati, ma non se "poggiano" sul fiume, poichè proprietà federale. Uno svincolo legale che sembra favorire i nostri audaci rapinatori...
La trama prosegue con gag esilaranti, dallo humor spiccatamente inglese e leggero, la risata sorge subito spontanea.

Una volta eseguito il colpo, la vecchina si accorge purtroppo del misfatto (difficile che milioni di dollari passino inosservati in una cantina). Subito la mente del gruppo (Tom Hanks) si prodiga cercando di far passare il colpo del secolo addirittura come azione umanitaria. Sì, perchè dice che tutto il ricavato della rapina lo devolverà in beneficenza ad una università cattolica, senza che il casinò perda un solo centesimo, perchè l'assicurazione certamente lo rimborserà dalla rapina subita. Ma nemmeno l'assicurazione perderà un centesimo, perchè il ricavato di essa è dovuto a tutti i "contribuenti" che versano annualmente la loro quota assicurativa. Quindi, in fin dei conti, è come se tutti i clienti di suddetta assicurazione avessero versato 10 centesimi a testa per una giusta causa umanitaria!! La vecchina, per quanto rimbambita, non ci sta. Perlomeno, riconosce "l'alto valore sociologico del gesto", ma afferma che resta un'azione ingiusta e criminosa.
Allora....Non resta che uccidere la vecchina! Per quanto simpatica possa essere....Da qui il titolo, Ladykillers.
"Prenditi le tue responsabilità figliolo, uccidi la vecchia"

La serie delle gag continua, perchè purtroppo nei vari tentativi di omicidio, tutti riescono ad avere la peggio, in maniere alle volte davvero surreali, al limite del ridicolo. Della serie "cado dalle scale perchè il gatto mi ha tagliato la strada e mi spacco la testa sui gradini...". Non è sempre facile far ridere di fronte alla morte, seppur comica, ed in questo è geniale il film.
Insomma, alla fine nessuno sopravvive a questa spirale di "sfiga provvidenziale" che aiuta la vecchina a sopravvivere a sua insaputa...forse l'onestà che la contraddistingueva ha giocato a suo favore!
Quindi la vecchina si ritrova con milioni di dollari in cantina, che farne?
Ma ovvio, donarli alla Università Cattolica!